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	<title>News Archives - Centro Accoglienza Ambrosiano</title>
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	<title>News Archives - Centro Accoglienza Ambrosiano</title>
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		<title>IL DIRITTO A STARE ALL’ARIA APERTA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Accoglienza Ambrosiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2021 11:16:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diritto a giocare con terra e acqua, diritto a sporcarsi, diritto agli odori e alle sfumature di colore…diritto al “bel vedere”. La natura è maestra sempre, anche per chi vive in un contesto urbano come noi. Quella che possiamo vedere dalla finestra, ma ancor meglio che possiamo vivere andando a cercare quel che abbiamo a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Diritto a giocare con terra e acqua, diritto a sporcarsi, diritto agli odori e alle sfumature di colore…diritto al “bel vedere”.</em></p>
<p><strong>La natura è maestra sempre</strong>, anche per chi vive in un contesto urbano come noi.</p>
<p>Quella che possiamo vedere dalla finestra, ma ancor meglio che possiamo vivere andando a cercare quel che abbiamo a portata di mano ogni giorno.</p>
<p>Usando le parole di Maria Montessori: “<em>La vera educazione […] è un processo naturale che si svolge spontaneamente nel bambino e si acquisisce non ascoltando le parole degli altri, ma mediante l’esperienza diretta del mondo circostante</em>”.</p>
<p>Il contatto con la natura mette in moto tutti i sensi, educa la capacità di pensiero, di fare ipotesi e stimola l’intelligenza.</p>
<p><strong>Lo spazio esterno</strong> consente al bambino di muoversi in libertà con una infinità di esperienze motorie come correre, saltare, strisciare, arrampicarsi, stare in equilibrio, nascondersi…. <strong>è un laboratorio. </strong></p>
<p>Siamo peraltro nati per vivere all’aria aperta e una vita passata il più possibile fuori consente di crescere meglio e di essere più sicuri e intraprendenti.</p>
<p>È la continua esposizione ad esperienze motorie varie e articolate, che permette ai bambini, anche molto piccoli, di negoziare i passaggi più impegnativi in modo efficace. L’avventura è una grande categoria pedagogica. E <strong>l’avventura per eccellenza rimane quella della natura</strong>, il confronto con il limite, con la fatica.</p>
<p>Compito di noi educatori del nido è aiutare i piccoli a saper riconoscere e gestire le situazioni di rischio e di pericolo. Il bambino ricerca il rischio come opportunità di mettersi alla prova, confrontandosi e imparando a gestire paure, pericoli e rischi inventandosi e sperimentando strategie e soluzioni adatte.</p>
<p>Più il bambino ha l’opportunità di mettere in gioco il proprio corpo globalmente, in tutti modi che gli sono possibili, man mano che cresce, più la sua autostima si rafforza, e tutte le aree di sviluppo progrediscono in modo equilibrato ed armonico.</p>
<p><strong>Per crescere sani, i bambini e le bambine hanno un estremo bisogno di giocare all’aria aperta, di contattare la natura e “allearsi” con lei!</strong></p>
<p>Annusare, osservare, toccare, ascoltare: così il bambino conosce e comprende una parte più estesa del mondo che lo circonda.</p>
<p>Quindi <strong>diritto alla natura</strong>, che deve essere <strong>garantito tutto l’anno</strong>, non solo con la bella stagione, ma con sole, acqua, pioggia, freddo… basta esser ben attrezzati!</p>
<p>Roberta Balsemin Coordinatrice Nido d’Infanzia Robertino Bertola</p>
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		<title>UNA STORIA BELLA: RINASCERE IN ITALIA</title>
		<link>https://www.centroaccoglienzaambrosiano.org/una-storia-bella-rinascere-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Accoglienza Ambrosiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2021 11:09:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ce l’ho fatta! Ecco come deve iniziare l’intervista di una mamma che è stata ospite di una nostra casa d’accoglienza e che ha superato paure ed ostacoli per raggiungere la sua autonomia e rinascita.  Vuoi parlarmi un po’ del tuo passato? Prima di arrivare in Italia non immaginavo minimamente di poter avere la vita che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ce l’ho fatta! Ecco come deve iniziare l’intervista di una mamma che è stata ospite di una nostra casa d’accoglienza e che ha superato paure ed ostacoli per raggiungere la sua autonomia e rinascita.</em></p>
<p><em> </em><em>Vuoi parlarmi un po’ del tuo passato?</em></p>
<p>Prima di arrivare in Italia non immaginavo minimamente di poter avere la vita che ho adesso insieme con mia figlia.</p>
<p>Nel mio Paese d’origine la vita con mio marito non è stata come mi aspettavo… è stata triste, pesante e dolorosa. Non avevo il diritto di parlare, dovevo solo obbedirgli, non potevo uscire di casa insieme con mia figlia, non potevo relazionarmi con nessuno. Ogni giorno piangevo, mi sentivo sola. Ho provato ad andare avanti, ma quando la situazione è diventata pericolosa sia per me che, soprattutto, per mia figlia, ho deciso di scappare e di venire in Italia.</p>
<p><em>Quanto coraggio. E poi, l’incontro con la Comunità…</em></p>
<p>Non è stato facile. Giunta in Comunità, mi sentivo spaesata, non ero in grado di comunicare perché non conoscevo la lingua, non riuscivo a muovermi sul territorio, avevo paura, tutto mi sembrava nuovo e sconosciuto.</p>
<p><em>E hai avuto bisogno di altro coraggio per affrontare la tua nuova vita?</em></p>
<p>Sì. Con il tempo ho capito che potevo fidarmi degli educatori, perché loro potevano aiutarmi. Ne ho avuto la dimostrazione quando mia figlia ha iniziato a frequentare la scuola… ero felicissima!</p>
<p>Grazie all’aiuto degli educatori ho iniziato a frequentare delle lezioni di italiano, sia all’interno che successivamente all’esterno della Comunità. Imparare la lingua mi ha permesso di avere una “voce”, dei pensieri miei e poter iniziare a relazionarmi con le altre ospiti.</p>
<p>All’inizio stavo sempre chiusa in stanza, poi con il tempo ho imparato a comunicare e a collaborare con le altre mamme e ho scoperto la gioia di passare del tempo insieme agli altri… io e mia figlia non eravamo più sole!</p>
<p><em>Che mondo hai scoperto intorno a te?</em></p>
<p>Ho imparato a conoscere una cultura totalmente diversa dalla mia. All’inizio è stato difficile, ma con il tempo ho capito che volevo costruirmi un futuro in Italia con mia figlia e che dovevo integrarmi in questo nuovo “Mondo”. Ho imparato ad apprezzare pietanze totalmente diverse da quelle del mio Paese d’origine e ho imparato a cucinare ricette nuove. Ho cambiato il mio modo di vestire in determinate circostanze (ad esempio per recarmi a un colloquio di lavoro), pur continuando a rispettare la mia religione.</p>
<p>Quelle strade, che all’inizio erano per me sconosciute e mi mettevano paura, a poco a poco sono diventate familiari. Con il tempo ho iniziato a muovermi da sola sul territorio, ho imparato a prenotare delle visite mediche per me e per mia figlia, ad accompagnare mia figlia a scuola, al doposcuola o dal dottore, a sbrigare tutte le pratiche relative ai miei documenti, a presentarmi ai colloqui di progetto eccetera.</p>
<p><em>Ma hai scoperto anche di essere una donna nuova, una donna coraggiosa</em></p>
<p>Il percorso in Comunità mi ha aiutata ad avere fiducia nelle mie capacità. Prima tutto mi faceva paura, adesso potevo farcela! Quel futuro che all’inizio era incerto cominciava a concretizzarsi, potevo riuscire a costruirmi una vita insieme con mia figlia!</p>
<p>Quando ho trovato un impiego ero felicissima! Potevo provvedere a quello che serviva a mia figlia senza dover dipendere da nessuno… ero libera!</p>
<p><em>Così il tuo mondo è diventato sempre più grande! Hai avuto nuovi incontri, nuove amicizie?</em></p>
<p>Con il tempo ho conosciuto tante persone all’esterno della Comunità: insegnanti di scuola di mia figlia, volontari, persone che mi hanno aiutato, mi hanno permesso di conoscere il territorio e di passare delle giornate piacevoli con la mia bambina (al lago, in montagna ecc.). Non avrei mai immaginato di poter trascorrere delle giornate tanto belle!</p>
<p><em>Sei diventata anche una mamma nuova?</em></p>
<p>Lungo il percorso in Comunità il rapporto con mia figlia è cambiato tantissimo. Prima era impensabile riuscire a comprarle ciò di cui aveva bisogno, aiutarla con i compiti o andare in vacanza insieme. All’interno della Comunità ho imparato a parlare con mia figlia e a conoscerla. All’inizio pensavo che dovesse essere come me poi, con il tempo e con l’aiuto degli educatori, ho capito che mia figlia, cresciuta in Italia e in piena fase adolescenziale, era diversa da me e aveva il desiderio di esprimere il suo punto di vista sulle cose. È stato difficile, ma con il tempo sono riuscita a capire che essere madre non significa imporsi, che era importante ascoltare cosa avesse da dirmi mia figlia e rispondere alle sue domande: ad esempio sull’abbigliamento e su tante usanze legate alla nostra cultura d’origine, che non riusciva a capire e di conseguenza a rispettare.</p>
<p><em>E adesso, qual è la tua nuova strada?  </em></p>
<p>Adesso io e mia figlia viviamo in un appartamento per l’autonomia; a differenza di quando eravamo ospiti in Comunità, sono totalmente autonoma nel gestire l’organizzazione della nostra giornata.</p>
<p>Io sono molto impegnata con il lavoro e mia figlia con la scuola e tutte le varie attività extra scolastiche. Siamo felici, perché finalmente viviamo una vita libera!</p>
<p>Come dicevo, la Comunità ha insegnato sia a me che a mia figlia a relazionarci con gli altri.</p>
<p>Adesso, anche se viviamo in un appartamento, non siamo sole, perché siamo riuscite a costruire delle relazioni sul territorio e abbiamo dei vicini con i quali ci aiutiamo a vicenda.</p>
<p>L’altra sera mia figlia mi ha detto: “Mamma, da grande voglio diventare una psicologa per poter aiutare le donne in difficoltà”. Mi ha riempita d’orgoglio sapere che, nonostante tutte le sofferenze che abbiamo vissuto, mia figlia sta crescendo forte e con grandi sogni. Questo significa che sono riuscita a essere un esempio positivo per lei!</p>
<p>Come ho scritto agli educatori in un biglietto di saluto al termine del mio percorso in Comunità: “Sono nata di nuovo… sono riuscita ad avere una nuova vita!”.</p>
<p><em>Devo aggiungere un commento? No: le risposte di questa nostra mamma dicono già tutto. Le diciamo solo grazie per le sue parole: ci insegnano ad affrontare la vita con coraggio e speranza. E sarà una vita nuova.</em></p>
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		<title>OLIO BUONO PER OPERE BUONE</title>
		<link>https://www.centroaccoglienzaambrosiano.org/olio-buono-per-opere-buone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Accoglienza Ambrosiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2021 11:08:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confermiamo: l’olio è buono! Ma quale olio? Quello che ci è stato donato dall’Azienda Agricola Biologica Tripaldi di Caroni, provincia di Vibo Valentia, in Calabria. L’opera buona, questa volta, viene da lontano: ma la solidarietà non conta i chilometri e ci unisce tutti. Un po’ di storia, che parte dal lontano 1910: Francesco, il capostipite [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Confermiamo: l’olio è buono! Ma quale olio? Quello che ci è stato donato dall’Azienda Agricola Biologica Tripaldi di Caroni, provincia di Vibo Valentia, in Calabria. L’opera buona, questa volta, viene da lontano: ma la solidarietà non conta i chilometri e ci unisce tutti.</p>
<p>Un po’ di storia, che parte dal lontano 1910: Francesco, il capostipite della dinastia Tripaldi, fu il primo ad appassionarsi alle olive, trasmettendo questa sua passione al figlio Salvatore, che nel 1934 acquistò il suo primo frantoio.</p>
<p>Questa eredità si è tramandata alle generazioni successive. Identica la passione, ma con una particolare attenzione all’innovazione tecnologica e all’impegno per l’ambiente, fino ad arrivare alla coltivazione biologica odierna: niente diserbanti e pesticidi, tutto cresce secondo natura!</p>
<p>Alla domanda: “Perché siete stati così generosi con una realtà così lontana?” la risposta del titolare non c’è stata! Dopo un silenzio un po’ imbarazzante, ci ha detto: ho agito d’istinto, ho pensato alle mamme e ai loro bambini, ho pensato ai miei figli, che corrono tra gli ulivi, si interessano già al mio lavoro e assistono affascinati alle varie fasi della lavorazione dell’olio; sapere che potevo donare un sorriso a chi ha dovuto affrontare tante difficoltà mi ha reso felice. Banale ma vero: donare arricchisce chi dona.</p>
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		<title>La fiducia di Amal</title>
		<link>https://www.centroaccoglienzaambrosiano.org/la-fiducia-di-amal/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Accoglienza Ambrosiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2021 10:12:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fin dalla prima infanzia Amal fu destinata alla sofferenza: orfana a 4 anni, visse in una casa dove fu violata e calpestata nella sua dignità. A 15 anni riuscì a scappare, ma quella fuga le costò troppo: abusi, torture e 30 giorni di prigionia in Libia. In questa odissea una voce prevalse sulle altre: scappa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fin dalla prima infanzia Amal fu destinata alla sofferenza: orfana a 4 anni, visse in una casa dove fu violata e calpestata nella sua dignità. A 15 anni riuscì a scappare, ma quella fuga le costò troppo: abusi, torture e 30 giorni di prigionia in Libia. In questa odissea una voce prevalse sulle altre: <em>scappa in Italia</em>! Partì e quello che trovò fu una nuova occasione. In poco tempo aveva i documenti, un lavoro e un rinnovato respiro. Questa libertà aprì le porte ad un nuovo amore: un giovane universitario connazionale. Poco prima di essere rimpatriato, concepirono una bellissima bambina.  E in un momento di gioia, si ritrovò nuovamente sola. Con il sostegno dei servizi territoriali ha iniziato con la sua piccolina un nuovo percorso nella nostra Casa di Accoglienza. Con il passare dei giorni una cosa era evidente: non si fidava più di nessuno. Quei suoi occhi tanto scuri da inghiottirti, guardavano sempre a terra, come a volersi nascondere. Troppe volte, chi diceva di aiutarla l’aveva ingannata. Troppo spesso, i tratti di un volto umano si erano trasformati in quelli di un mostro. Ma i fatti valgono più delle parole, così giorno per giorno, nell’accoglienza che non chiede nulla in cambio, ci accorgemmo che qualcosa stava nascendo. Lei, dopo mesi di chiusura in sé stessa, decise di rischiare e aprire un dialogo con noi operatori e noi abbiamo creduto in lei. La storia si è evoluta; ora vive in un appartamento insieme alla sua bambina, ha un lavoro ed è grata per ciò che la comunità con le sue persone, le ha dato. Ma se non avesse rischiato, se non avesse colto una possibilità nei nostri volti tutto questo non sarebbe accaduto. Questa sua storia ci testimonia che vivere è un coraggioso atto di fiducia nell’altro. Questa difficile e bella accoglienza è possibile grazie al lavoro di molti, ai volontari, ai donatori e anche a chi ci sostiene con il 5&#215;1000!</p>
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		<title>Attività al Nido</title>
		<link>https://www.centroaccoglienzaambrosiano.org/attivita-al-nido/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Accoglienza Ambrosiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2021 08:51:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>EBBENE SÍ’… GIOCARE È’ UNA COSA SERIA! I bambini conoscono così se stessi e il mondo. Realizzano le proprie potenzialità intellettive, affettive e relazionali. Per questo la giornata al nido è arricchita anche da &#8230; giochi di manipolazione per esplorare il mondo attraverso tutti i sensi e affinare le capacità percettive con oggetti, pesi e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>EBBENE SÍ’… GIOCARE È’ UNA COSA SERIA!<br />
I bambini conoscono così se stessi e il mondo. Realizzano le proprie potenzialità intellettive, affettive e relazionali.<br />
Per questo la giornata al nido è arricchita anche da &#8230;<br />
giochi di manipolazione per esplorare il mondo attraverso tutti i sensi e affinare le capacità percettive con oggetti, pesi e grandezze differenti;<br />
giochi con materiali naturali o di ri-uso che possono essere costruiti, trasformati, manipolati, spostati e combinati in processi di continuo cambiamento perché l’azione è opera d’arte in sé.<br />
Nei bambini e nelle bambine c’è un’attitudine autonoma e innata alla ricerca, al piacere del fare, allo stupore e quindi giochi con luci ed ombre in dialogo per assecondare meraviglia e curiosità.<br />
Tanto gioco di movimento in libertà per continuare a stupirci insieme ai nostri bambini, sia all&#8217;interno del nido che in giardino, delle piccole cose che abbiamo davanti agli occhi. E molto altro!<br />
EBBENE SI’… Anche in questo “strano” 2021 NOI BAMBINI NON ABBIAMO SMESSO DI CRESCERE!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un pò di noi!</title>
		<link>https://www.centroaccoglienzaambrosiano.org/un-po-di-noi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Accoglienza Ambrosiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2021 08:50:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COME SOPRAVVIVERE AL COVID (CON QUALCHE SORPRESA) Che cosa è successo in questi mesi nelle nostre comunità mamma/bambino? Abbiamo intervistato una coordinatrice: ecco le sue risposte. Anche voi, come tutti, siete stati colti di sorpresa da questa tempesta. Come avete reagito? Non abbiamo avuto molto tempo per pensare e programmare: il giorno prima, la normalità [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>COME SOPRAVVIVERE AL COVID (CON QUALCHE SORPRESA)<br />
Che cosa è successo in questi mesi nelle nostre comunità mamma/bambino? Abbiamo intervistato una coordinatrice: ecco le sue risposte.<br />
<em>Anche voi, come tutti, siete stati colti di sorpresa da questa tempesta. Come avete reagito?</em><br />
Non abbiamo avuto molto tempo per pensare e programmare: il giorno prima, la normalità (la scuola per i bambini, il lavoro esterno delle mamme, gli incontri con giudici, psicologi, assistenti sociali ecc.) e, il giorno dopo, tutti presenti, tutti chiusi in casa, tutti preoccupati, tutti in attesa di risposte (che non avevamo già pronte per l’uso).<br />
<em>E allora?</em><br />
Rimboccarsi le maniche! Dovevamo agire su due fronti: quello concreto della programmazione della giornata e quello educativo e formativo, per dare significato anche a questi tempi eccezionali e dilatati.<br />
<em>Incominciamo dalla programmazione. Che cosa vi siete inventati?</em><br />
Abbiamo dato fondo a tutta la nostra fantasia e creatività (che, grazie al cielo, non ci manca). E quindi: giochi per i bambini, incontri con le mamme, corsi e attività di tutti i generi e tipi (attività fisica, giardinaggio, laboratori creativi, giochi di squadra, corso di cucina ecc.). Un grande successo ha riscosso, grazie a una nostra educatrice, il corso di pasticceria: siamo ingrassati tutti!<br />
In questo primo periodo di lockdown, la Comunità è stata percepita come un’“Isola felice”, un posto in cui potersi sentire accolti, sostenuti e protetti, a discapito di ciò che si stava vivendo al di fuori. Ricordo una delle nostre ospiti che per la prima volta abbiamo visto correre ed effettuare un percorso ad ostacoli insieme alla figlia. In quel momento i suoi occhi avevano una luce diversa, come se per un attimo avesse scacciato via tutte le sue fatiche e preoccupazioni.<br />
<em>E per quanto riguarda il Progetto Educativo?</em><br />
Qui abbiamo trovato, da un lato, maggiori difficoltà e dall’altro, un po’ a sorpresa, un aiuto insperato e prezioso dalle nostre mamme. Non è stato facile perseguire i nostri obiettivi educativi senza poter disporre degli ausili e delle strutture esterne che supportano il nostro lavoro. Bisognava anzitutto promuovere un clima di fiducia e di speranza: queste difficoltà non dovevano porre fine a quel cammino di crescita che avevamo intrapreso, ma potevano forse addirittura incoraggiarlo. E così è stato. Ci ha commosso la collaborazione delle mamme, la loro solidarietà, l’aiuto concreto che ci hanno offerto occupandosi dei bambini. Insomma: paradossalmente il covid ci ha fatto scoprire risorse inaspettate, non solo nelle mamme ma anche in noi stessi che, come mai prima, siamo stati percepiti come “traino” e “punto di riferimento” all’ interno del gruppo degli ospiti.<br />
La partecipazione attiva delle mamme in giochi, canti, coreografie e attività varie, ha messo in luce il loro lato ludico-creativo e delle qualità spesso celate come: generosità, senso di appartenenza, spirito di gruppo e mutuo aiuto.<br />
<em>E poi la clausura è in parte terminata. Finalmente! Ma è stato proprio così?</em><br />
Siamo stati di nuovo colti di sorpresa. Sì, perché il parziale ritorno alla normalità (i bambini a scuola, alcune mamme al lavoro, i colloqui nei vari consultori ed enti coinvolti nei progetti dei nuclei ecc.) ha creato difficoltà nuove ed inaspettate. Anzitutto logistiche: dovevamo tenere il più possibile separato chi usciva da chi era rimasto in comunità. Quindi: permanenza nelle camere, distanziamento sociale, disposizioni nuove nell’ utilizzo degli spazi ecc.  E poi difficoltà emotive: il coraggio e l’entusiasmo di prima erano in parte svaniti (l’abbiamo provato tutti: siamo passati dai canti sui terrazzi, all’egocentrismo e allo sconforto); il pessimismo, la passività, la frustrazione e le piccole ostilità sembravano prendere il sopravvento.<br />
<em>Quadro entusiasmante! E allora?</em><br />
Le maniche erano già rimboccate al limite… Ma non ci siamo persi d’animo: dovevamo rivoluzionare le nostre strategie: da “mamme, facciamo tutti insieme” a “mamme, noi ci siamo sempre, ma adesso dovete fare da sole, in uno spazio intimo da condividere con i vostri bambini”. Abbiamo quindi studiato una serie di esercizi da far svolgere individualmente, per aiutare le ospiti a riconoscere ed elaborare le loro emozioni e ad immaginare il loro futuro. Un elenco di sentimenti da spuntare, sagome di visi da completare con le espressioni dei sentimenti che loro ed i loro bambini provavano, collage di giornali con fumetti da completare esprimendo pensieri e sentimenti (anche nella loro lingua d’origine: abbiamo per questo predisposto un servizio di traduzione). Puntando sull’immediatezza e sulla spontaneità delle risposte abbiamo ottenuto risultati utilissimi per rendere più efficaci e mirati i nostri colloqui con loro. Abbiamo predisposto, inoltre, una serie di percorsi di psicomotricità individuali per ciascun bambino e attività ad hoc per ogni nucleo, in base alle esigenze specifiche dello stesso. Tutto ciò ha permesso di spostare l’attenzione dal gruppo a sé e al proprio figlio, riscoprendo aspetti nuovi o tenuti celati, con tutto ciò che questo comporta.<br />
<em>A lei la conclusione di questa intervista. Che cosa vuole aggiungere?</em><br />
Mi fa piacere condividere con voi una riflessione che ho fatto con i miei colleghi. Spesso, stanchi e stressati, ci siamo ritrovati a sostenerci a vicenda e abbiamo trovato la forza nello scoprire che le nostre emozioni erano condivise dall’ altro e che, nonostante tutto, continuavamo ad avere una vita al di fuori della Comunità. Ma per le nostre mamme un “fuori” al momento non c’è: tutto è inesorabilmente e sempre “dentro”. Per questo è essenziale essere presenti, comprendere, dare aiuto. Desideriamo che le mamme sentano la nostra vicinanza e forse, un po’, ci siamo riusciti: lo vediamo quando i loro occhi ci sorridono e in questi sentiamo il calore di un abbraccio.</p>
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		<title>Sempre al nostro fianco!</title>
		<link>https://www.centroaccoglienzaambrosiano.org/sempre-al-nostro-fianco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Accoglienza Ambrosiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2021 08:47:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>NO, NON È SCOPPIATO UN INCENDIO! MA AL CENTRO CI SONO I VIGILI DEL FUOCO Abbiamo chiesto ad una coordinatrice delle nostre comunità mamma/bambino di parlarci della Befana Benefica, che ogni anno il Motoclub dei Vigili del Fuoco di Milano organizza per il Centro Accoglienza Ambrosiano. Come è nata questa iniziativa? Siamo nel 2013. Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>NO, NON È SCOPPIATO UN INCENDIO! MA AL CENTRO CI SONO I VIGILI DEL FUOCO<br />
Abbiamo chiesto ad una coordinatrice delle nostre comunità mamma/bambino di parlarci della Befana Benefica, che ogni anno il Motoclub dei Vigili del Fuoco di Milano organizza per il Centro Accoglienza Ambrosiano.<br />
<em>Come è nata questa iniziativa?</em><br />
Siamo nel 2013. Il Motoclub dei Vigili del Fuoco, che da anni, insieme con altri motoclub della città partecipano alla storica  iniziativa della Befana Benefica Motociclistica a favore di altri Enti di Milano, decide di donare un sorriso anche ad altri bambini. Ci contatta e nasce una bella amicizia.<br />
<em>Cosa succede quel giorno?</em><br />
Il giorno della Befana, i soci motociclisti partecipano come da tradizione al ritrovo in Corso Sempione dove si radunano più di 6000 moto. Il corteo parte attorno alle 10 sfilando per le vie della città, ma un gruppo si stacca e raggiunge la caserma dei pompieri di via Messina. Furgoni e auto dei Vigili del Fuoco vengono caricati di dolci per i bambini e di altre donazioni che ogni anno vengono raccolte dai soci con impegno ed efficientissima organizzazione, in base ai nostri bisogni del momento. Quando tutto è pronto, il corteo di moto riparte, questa volta tinto del rosso dell’autopompa e dei mezzi dei Vigili del Fuoco, per raggiungere mamme e bambini del Centro Accoglienza Ambrosiano. Sirene accese, clacson sonanti: inizia la nostra festa!<br />
<em>Come si preparano le comunità a questo incontro?</em><br />
Nelle nostre comunità mamma-bambino c’è sempre un gran fermento! L’organizzazione dell’evento richiede tanto impegno da parte degli educatori. Non solo a livello concreto, ma soprattutto per preparare gli ospiti, adulti e bambini, ad una giornata speciale in cui dovranno incontrare tante persone e in cui soprattutto le mamme saranno protagoniste. Per un giorno le nostre ospiti diventano le “padrone di casa”, coloro che accolgono, quando solitamente sono nella posizione di chi viene accolto. Si sperimentano, affiancate dagli educatori, mantenendo l’impegno con grande responsabilità, cosa per nulla scontata a causa della poca costanza che spesso caratterizza chi ha un equilibrio fragile, come le ospiti che accogliamo.<br />
Tante sono le emozioni, tante le cose da fare!<br />
Sì, perché per ringraziare i nostri amici viene allestito un buffet di cibi etnici preparati dalle mamme. Viene abbellito il salone e riordinato il cortile per accogliere un centinaio di persone tra motociclisti, pompieri, mamme e bambini.<br />
<em>E quando tutto è pronto?</em><br />
Nessuno vuole perdersi uno dei momenti più emozionanti della giornata: l’arrivo del corteo festoso che invade la via e sveglia il quartiere!<br />
Palloncini, bandiere, sciarpe colorate e urla di gioia danno il benvenuto ai nostri amici!<br />
Una volta parcheggiate le moto, inizia lo spettacolo. Tutti in cortile, col naso all’insù a chiamare la Befana e vedere cosa ancora si inventerà per mostrare le sue abilità pompieristiche: una volta appare affacciata alla finestra più alta che c’è e si cala con una corda, un’altra volta monta su una scala altissima e scivola giù col suo sacco pieno di dolci e regali.<br />
Si dà poi inizio al buffet, con l’apertura del salone dove il profumo di piatti meravigliosi ingolosisce tutti. Si mangia, si chiacchiera, si balla, felici di stare insieme e di essere riusciti ancora una volta a rendere indimenticabile questa giornata.<br />
<em>Quindi il lockdown di quest’anno ha interrotto la vostra tradizione&#8230;</em><br />
La Befana Benefica Motociclistica 2021 è stata annullata e per le vie di Milano non ha sfilato nessun corteo. Ma il Motoclub dei Vigili del Fuoco e l’Associazione Nazionale VVF di Milano, non si sono dimenticati di noi e come sempre hanno trovato il modo di aiutarci e starci vicino. I loro doni quest’anno ci hanno permesso di rendere più accoglienti e più sicuri gli spazi delle comunità, attraverso la donazione di materiale di uso quotidiano e di un macchinario professionale, indispensabile per la sanificazione degli ambienti.<br />
Con grande sorpresa, la mattina del 6 gennaio, un’autoscala dei pompieri ha acceso la sirena all’inizio della nostra via, ha parcheggiato davanti al caseggiato dove mamme e bambini increduli erano affacciati alle finestre. La scala si è alzata verso il cielo e attraverso una teleferica, i Vigili del Fuoco hanno fatto arrivare un sacco pieno di dolci per tutti.<br />
Un ringraziamento speciale va quindi a tutti i soci del Motoclub dei Vigili del Fuoco (sezione di Milano) e dell’Associazione Nazionale VVF di Milano per essere stati al nostro fianco anche in un anno così difficile.<br />
Il nostro grazie arriva dal cuore!</div>
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		<title>Eccoci, siamo ancora qua!</title>
		<link>https://www.centroaccoglienzaambrosiano.org/eccoci-siamo-ancora-qua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Accoglienza Ambrosiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 10:14:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eccoci, ci siamo ancora! Spieghiamo anzitutto il lunghissimo silenzio di questi mesi: ma dove siamo andati a finire? Risposta semplice, anche noi come tutti, nella convivenza con il Covid-19 che per noi ha significato soprattutto, conoscere le normative, comprenderle (non è stato sempre facile), seguirle scrupolosamente. E quindi: isolamento, sanificazioni, controlli continui, cambiamenti profondi nell’attività [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci, ci siamo ancora!</p>
<p>Spieghiamo anzitutto il lunghissimo silenzio di questi mesi: ma dove siamo andati a finire? Risposta semplice, anche noi come tutti, nella convivenza con il Covid-19 che per noi ha significato soprattutto, conoscere le normative, comprenderle (non è stato sempre facile), seguirle scrupolosamente. E quindi: isolamento, sanificazioni, controlli continui, cambiamenti profondi nell’attività quotidiana dei dipendenti, degli educatori, dei volontari. Soprattutto questi ultimi sono semplicemente e obbligatoriamente scomparsi dalla nostra quotidianità, con grande rammarico di tutti. E le mamme?  E i bambini? A loro abbiamo naturalmente dedicato tutta la nostra attenzione e la nostra cura, perché in fondo, è questo il vero scopo di tutto il nostro lavoro e desideriamo condividere con voi la nostra soddisfazione per i traguardi raggiunti:</p>
<ul>
<li> anzitutto il bollettino: pochissimi contagi!</li>
<li> poi le regole, severissime, ma lo sapevamo: divieto di uscire dalla comunità, distanziamento, igiene personale e degli ambienti accuratissimi;</li>
<li> tante attività in comunità per reinventarsi le giornate in casa, sia per i bambini (che come tutti i coetanei hanno visto limitati i loro spazi di gioco e di socializzazione) e sia per le mamme, abituate ad uscire a lavorare o impegnate in attività di formazione (ad esempio nei celebri corsi di italiano tenuti da volonterosi volontari che le inventano tutte per rendere attraente la coniugazione del verbo essere). Quali attività? Abbiamo dato fondo alla nostra fantasia: corsi di italiano on-line, giochi di tutti i generi e tipi, corsi di pasticceria, di cucito, di baby dance, di bricolage sfruttando le competenze e gli hobbies di generosissime educatrici che si sono trovate a rivestire tanti altri ruoli.</li>
</ul>
<p>Risultati? Siamo felici, e anche un po’ commossi, dei traguardi raggiunti soprattutto perché le risposte delle mamme e dei bambini hanno superato tutte le nostre aspettative. Certo ci sono stati momenti difficili da contenere e gestire, ma in generale le mamme hanno dimostrato un grande senso di responsabilità, tanta pazienza, molta disponibilità e grande dedizione ai loro piccoli.</p>
<p>Le nostre ospiti ci hanno aiutato perché hanno collaborato con noi, alleviando il nostro lavoro e perché ci hanno confermato il successo del nostro impegno per creare una comunità solidale, che sa affrontare le difficoltà, che ha fatto propri i principi di responsabilità, di maturità, di ottimismo verso la vita, che da sempre cerchiamo di promuovere. E questo non è poco, perché ci dà la forza e la voglia di andare avanti. Un’ovvietà: avremmo volentieri fatto a meno di questa verifica, come tutti voi lettori, del resto. Ma il Natale che si avvicina è speranza, festeggeremo come potremo, ricordandoci però che la vera festa è quella di un cuore che trova comunque tanti momenti di gioia, perché tanti ne sono rimasti, per tutti. Vi auguriamo di cuore di trovare questa speranza e questa gioia, soprattutto se avete attraversato, o attraversate ora, momenti di dolore e di sconforto. Vi siamo vicini e vi abbracciamo tutti.</p>
<p>Buon Natale!</p>
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		<title>Bando LETSGO!!!</title>
		<link>https://www.centroaccoglienzaambrosiano.org/bando-letsgo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Accoglienza Ambrosiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 09:47:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mese di novembre abbiamo ricevuto un finanziamento da parte di Fondazione Cariplo per l&#8217;approvazione del progetto &#8220;Si riparte!&#8221;, presentato sul Bando LETSGO: bando attivato per preservare i servizi degli Enti del terzo settore a seguito dell’emergenza causata dal virus Covid-19. Anche noi, come molte altre realtà, abbiamo sofferto per la chiusura del Nido Robertino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mese di novembre abbiamo ricevuto un finanziamento da parte di Fondazione Cariplo per l&#8217;approvazione del progetto &#8220;Si riparte!&#8221;, presentato sul Bando LETSGO: bando attivato per preservare i servizi degli Enti del terzo settore a seguito dell’emergenza causata dal virus Covid-19. Anche noi, come molte altre realtà, abbiamo sofferto per la chiusura del Nido Robertino da fine febbraio fino ai primi di settembre, vivendo con il pensiero di non riuscire a ripartire. Infatti, la mancata erogazione di questo servizio educativo ha indebolito la gestione organizzativa, economica e finanziaria della nostra Associazione. Per garantirne quindi la continuità è stato necessario trovare sostegni, entrate diversificate ed ulteriori da quelle pubbliche ed abituali. Queste sono le ragioni che ci hanno spinto a partecipare all&#8217;importante iniziativa promossa con il Bando LETSGO. Con quest&#8217;attività Fondazione Cariplo ha voluto riconoscere il ruolo cruciale degli Enti del Terzo Settore, fondamentali per creare opportunità di coesione sociale e di benessere per la comunità. Con orgoglio possiamo dunque dire di essere ripartiti e di continuare l&#8217;accoglienza di tante famiglie grazie anche a Fondazione Cariplo.</p>
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		<title>Progetto Lenovo</title>
		<link>https://www.centroaccoglienzaambrosiano.org/progetto-lenovo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Accoglienza Ambrosiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 09:36:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mese di novembre siamo stati beneficiari dell’iniziativa &#8220;Lenovo aiuta a superare le sfide legate al Covid-19&#8243; grazie al Virtual Global Month of Service. Benchè il Covid-19 abbia sconvolto numerose interazioni giornaliere nelle comunità di tutto il mondo, i dipendenti di Lenovo collaborano strettamente con numerosi partner e ONG per contribuire alle loro cause, pur [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mese di novembre siamo stati beneficiari dell’iniziativa &#8220;<em>Lenovo aiuta a superare le sfide legate al Covid-19&#8243; grazie al Virtual Global Month of Service. </em>Benchè il Covid-19 abbia sconvolto numerose interazioni giornaliere nelle comunità di tutto il mondo, i dipendenti di Lenovo collaborano strettamente con numerosi partner e ONG per contribuire alle loro cause, pur mantenendo il distanziamento sociale. Per la maggior parte dei progetti, questo ha comportato creare nuove opportunità di “volontariato virtuale”. In Italia, i dipendenti di Lenovo hanno collaborato con il Centro Accoglienza Ambrosiano di Milano mettendo a disposizione mobili per rinnovare i locali, PC e smart device da utilizzare per le persone accolte presso il Centro. Come buona parte dei progetti a livello globale, questa attività di Lenovo Italia risponde alla mission di Lenovo Foundation di sostenere le comunità scarsamente rappresentate, fornendo loro accesso alla tecnologia e alle discipline STEM in funzione delle specifiche esigenze delle comunità. Con il passaggio generalizzato agli incontri online e alle videochiamate, vi è una grande richiesta di tecnologia, soprattutto per i gruppi sottorappresentati e per le iniziative educative che Lenovo mira a sostenere con le proprie attività filantropiche. Il Global Month of Service di Lenovo e il contatto diretto dei suoi dipendenti con le organizzazioni benefiche è pensato per aiutare le organizzazioni no profit ad accrescere la loro capacità di fornire offerte globali con maggiore agilità ed efficacia. Inoltre negli anni le forme di volontariato si sono modificate, ma soprattutto in questo periodo profondamente difficile a maggior ragione si è dovuto pensare ad un nuovo modo di aiutare e di ricevere aiuto, in grado di garantire e tutelare comunque la sicurezza sanitaria di tutti. Con Lenovo fin da subito c’è stata empatia e la collaborazione con lo staff incaricato è stata caratterizzata da un’attenta sensibilità per i bisogni e le necessità del Centro Accoglienza.  Sono stai donati arredi per abbellire e rendere più accoglienti le case dei nostri bambini e materiale informatico per rendere più agevole la continuità scolastica e la comunicazione con i parenti. Inoltre, gli incontri con le mamme su tematiche importanti per loro ed i loro figli hanno concluso la complessità di questo bellissimo progetto. Mai come ora sentiamo di avere qualcuno molto vicino, anche se in realtà si è lontani. Anche questa nuova forma di volontariato virtuale non ci fa sentire soli nella difficoltà!</p>
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