Da 36 anni il Centro Accoglienza Ambrosiano Onlus è un rifugio sicuro per mamme e bambini ed un sostegno alla famiglia.

Nasce nel 1983 a Milano, in zona Bande Nere, con l’obiettivo di accogliere e sostenere mamme in difficoltà, offrendo una casa a loro e ai loro bambini, aiutandoli in un percorso verso l’autonomia.

Attualmente, all’interno della stessa grande struttura, con un bel giardino, l’associazione gestisce quattro comunità d’accoglienza per mamme con bambini e il nido d’infanzia Robertino Bertola per le numerose famiglie del territorio.

Il valore dell’accoglienza

Accogliere vuol dire: avere la porta aperta, le braccia spalancate, il volto sorridente, la disponibilità all’ascolto, il sincero desiderio di portare a termine il problema che si presenta, mettendo a suo agio l’altro, perché ogni persona ha la stessa dignità. In questi anni di attività con costanza e continuità abbiamo accolto tante mamme con i loro bambini, che hanno avuto bisogno del nostro aiuto.

La mission

Scopo dell’associazione è creare e gestire case d’accoglienza per madri con i loro figli, in situazioni di bisogno e fragilità, creare e gestire servizi per la prima infanzia, aiutare gli assistiti per la risoluzione di problematiche sociali, lavorative e alloggiative.

Nel 1983 un gruppo di volontari, accomunati dallo stesso desiderio di creare un’associazione per aiutare mamme in difficoltà, fonda il Centro Accoglienza Ambrosiano Onlus. È così, che con il preciso scopo di costruire e gestire ambienti di accoglienza per donne e i loro bambini., con maternità fisicamente e moralmente difficili, nasce la prima comunità d’accoglienza.

Correva l’anno 1995 e si decide di aprire un nido, per poter accogliere i bambini delle mamme delle nostre comunità, che nel tempo viene aperto a tutte le famiglie del territorio.

Passano pochi anni e la Casa di Accoglienza registra il tutto esaurito, sempre! I suoi lettini non bastano più…

Per questo nel 2000 viene inaugurata Casa Maria Teresa per accogliere quotidianamente altre mamme e altri bambini. Nel 2013 queste due storiche case vengono ristrutturate e trasformate in 4 comunità più piccole, adatte a garantire un clima di maggior familiarità.

Nel 2018 per rispondere alle esigenze e ai diversi bisogni delle famiglie, seguirne l’evoluzione, adeguando nel tempo le modalità di sostegno e accompagnamento, affrontiamo un nuovo cambiamento: due comunità educative mamme e bambino vengono trasformate in comunità genitore e bambino, agevolando i percorsi di autonomia delle famiglie accolte.

Sono quindi passati 36 anni, sono cambiati tanti volontari e collaboratori, sono state fatte diverse ristrutturazioni, ma il Centro Accoglienza Ambrosiano Onlus continua nella sua opera di rifugio per mamme e bambini e di sostegno alla famiglia.

Nelle nostre comunità d’accoglienza offriamo ascolto e progetti per ricominciare una nuova vita.

Sono 4 le comunità residenziali in cui accogliamo donne fragili, abusate o in gravi difficoltà economiche, insieme ai loro bambini. Le ospitiamo, le sosteniamo e lavoriamo perché imparino a ricostruirsi un futuro per sé e per i loro figli.

Scopri le comunità d’accoglienza

Il nostro nido d’infanzia offre spazi ideali e servizi curati per il benessere dei bimbi.

È un’accogliente struttura per bambini dai 3 mesi ai 3 anni, senza distinzione di sesso, etnia e diversa abilità. L’asilo dispone di spazi ampi, accoglienti e circondati dal verde e di un selezionato servizio di cucina in grado di soddisfare ogni specifica necessità.

Scopri il nido d’infanzia

Ricordi

Senti la mia voceAnno 1985

Dopo l’ennesimo litigio con i miei genitori, me ne ero andata di casa. Avevo preparato in fretta e furia una valigia ed ero salita su un treno per Milano...

Benvenuta Casa Maria Teresa Anno 2000

La prima ‘piccola’ arrivata è stata Sara. Aveva 2 anni e mezzo, capelli cortissimi, due occhi vispi e curiosi e l’argento vivo addosso...

La voglia di rinascereAnno 2014

Aisha ha 10 anni, è nata in Egitto ed è arrivata nel nostro Paese quando ne aveva 8...

Senti la mia voce

“Il 20 marzo di quest’anno, in seguito ad un ennesimo contrasto con i miei genitori, sono partita da casa con una valigia semivuota alla volta di Milano, verso una meta non meglio precisata. Avevo visto recentemente una trasmissione televisiva in cui era apparso in sovraimpressione l’indirizzo del Centro Accoglienza Ambrosiano e pensai subito che in quel luogo qualcuno poteva darmi una mano.
Erano ormai gli ultimi giorni di gravidanza e sospinta dalla disperazione per la situazione insostenibile che si era creata in famiglia, decisi di partire affidandomi alla sorte. Ero talmente confusa che non ricordavo bene neppure l’indirizzo cui ero diretta, ma per mia fortuna mi venne in aiuto un taxista della Stazione Centrale, che si prese a cuore il mio problema e mi condusse al Centro Accoglienza.
Qui ho incontrato delle persone che con il loro amore per il prossimo e la loro sollecitudine mi hanno aiutato molto e, come me, anche tante altre ragazze con i miei stessi problemi.
Sono molto grata a queste persone se ora ho un lavoro ed ho riacquistato la fiducia e la serenità per continuare il cammino della vita con mia figlia Laura.
Questa esperienza mi ha fatto comprendere che in questa società, tanto indifferente e superficiale, vi sono ancora persone che dedicano la loro vita, il loro tempo libero, la loro professionalità al servizio di coloro che sono nel bisogno.
A tutti gli Amici, i Soci, i Collaboratori, i Volontari del Centro Accoglienza Ambrosiano, il mio grazie più sincero.”

Bianca, mamma ospite

Benvenuta Casa Maria Teresa

“La prima ‘piccola’ arrivata è stata Sara. Aveva 2 anni e mezzo, capelli cortissimi, due occhi vispi e curiosi e l’argento vivo addosso. Sono state proprio lei e la sua mamma a inaugurare la nuova casa di accoglienza Maria Teresa, dove tutto era pronto già da qualche mese: le pareti verde pastello, un comodo salotto, un coloratissimo angolo giochi e tutte le stanze pronte a ospitare le mamme con i propri bambini. Nei mesi successivi gli arrivi si sono susseguiti rapidamente e oggi la comunità è finalmente diventata “viva”, grazie a 9 mamme e a 9 bambini: Sara, Mebrahtu, Angelica, Giank, Chiara, Matteo, Omar, Gabriel ed Estalin, tutti tra zero e tre anni. Le loro mamme provengono da diverse parti del mondo, dall’Eritrea, dalla Cina e poi Filippine, Colombia, Perù, Equador e Italia. Tutti stanno imparando a vivere insieme, superando le difficoltà di un posto nuovo, di una lingua poco o per nulla conosciuta, di regole da rispettare scandendo il ritmo della giornata, come accade in ogni casa. Per loro Casa Maria Teresa è quel luogo sereno dove possono instaurare relazioni positive ed essere accompagnate da noi educatrici attraverso un percorso di crescita, in vista di una nuova prospettiva personale e una migliore autonomia futura.”

Federica, educatrice.

La voglia di rinascere

“Aisha ha 10 anni, è nata in Egitto ed è arrivata nel nostro Paese quando ne aveva 8. Poco dopo la sua nascita, infatti, il padre era partito per l’Italia in cerca di lavoro mentre la piccola era rimasta a casa con la mamma e aveva una vita serena, coccolata dalla famiglia e piena di amici, sia a scuola sia nel suo quartiere. Il 2011 è un anno di trasformazione: Aisha e la mamma raggiungono il padre in Italia, il luogo da sempre sognato per costruire un futuro felice e per riunire la famiglia. La paura del cambiamento è grande ma non quanto la voglia di migliorare. Purtroppo, capiscono presto che le cose non andranno come le avevano sognate. Il padre si rivela un uomo cattivo ed entrambe sono costrette a stare chiuse in casa, spesso segregate in una stanza chiusa a chiave, e a ubbidire all’uomo padrone che le obbliga al silenzio, picchiandole a mani nude o con il bastone. Aisha non può frequentare la scuola e non ha amici ma è comunque fortunata perché la madre è una donna forte che non si arrende e decide di reagire: dopo un anno da incubo scappano di casa e, con l’aiuto dei servizi sociali, arrivano nella nostra comunità. Per loro inizia un percorso non facile ma la determinazione della mamma nel dare ad Aisha un nuovo futuro porta a risultati concreti. All’inizio si adattano faticosamente alla nuova realtà, poi però cominciano ad aprirsi e a dare fiducia al prossimo e avviene il miracolo: grazie all’aiuto incondizionato delle persone della comunità, infatti, mamma e figlia riescono a rinascere e a regalarsi la possibilità di una nuova vita. Oggi Aisha va a scuola sorridente, ha nuovi amici e a volte, come tutti i suoi coetanei, non vuole fare i compiti o rifare il letto, mentre la sua mamma sta svolgendo un corso di italiano e uno di formazione professionale. La prossima tappa è il lavoro. Trovarne uno per proseguire sul nuovo cammino verso la felicità.”

Chiara, educatrice.

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